In breve
Pico è allo stesso tempo una terra vulcanica giovane e un paesaggio culturale trasformato dall’uomo per secoli. La conoscenza portoghese delle Azzorre è ben documentata dal XV secolo: una cronologia ufficiale indica il 1427 come probabile anno dell’avvistamento delle prime isole e il 1439 come l’anno in cui la Corona autorizzò il popolamento delle sette isole allora note. A Pico potrebbero esserci stati bestiame e piccoli nuclei già verso la metà del secolo, ma l’insediamento stabile e organizzato acquistò slancio soprattutto dagli anni Ottanta del Quattrocento.
Una distinzione evita un equivoco frequente. Il Triangolo delle isole è formato da Pico, Faial e São Jorge. La tripla giunzione delle Azzorre, in senso geologico, è invece la complessa regione in cui interagiscono le placche Nordamericana, Eurasiatica e Nubiana. Non è un punto netto visibile da un belvedere o attraversabile in un momento preciso durante un viaggio in traghetto.
Cronologia: dalle fonti portoghesi al riconoscimento UNESCO
- 1427: secondo la cronologia ufficiale di Visit Azores, Diogo de Silves avvistò probabilmente le prime isole dell’arcipelago. È più corretto considerare questa data come una probabile prima registrazione portoghese, non come il “giorno della scoperta” perfettamente documentato di tutte e nove le isole.
- 1439: un decreto reale autorizzò il popolamento delle sette isole allora conosciute. Da qui prende forma l’organizzazione politica documentata della colonizzazione.
- Metà del XV secolo–anni 1480: alcune fonti istituzionali regionali collocano bestiame e primi tentativi di insediamento a Pico intorno al 1460. Gli inventari storici sottolineano invece la spinta decisiva degli anni 1480, quando l’occupazione organizzata accelerò e Pico fu legata più strettamente al capitanato di Faial. Le due ricostruzioni possono convivere: a un uso iniziale dell’isola seguì una crescita demografica più stabile.
- 1562–1564: una fase eruttiva lungo il sistema di fratture centrale e orientale produsse colate che raggiunsero la costa settentrionale. È una delle eruzioni storiche ancora leggibili nel paesaggio di Pico.
- 1718: eruzioni lungo fratture a nord-nord-ovest e a sud-est generarono colate arrivate sia alla costa nord sia a quella sud.
- 1720: un’altra eruzione fissurale nel settore sud-orientale portò la lava fino al mare. Nel catalogo dello Smithsonian è la più recente eruzione subaerea confermata di Pico.
- XV–XIX secolo – agricoltura e vino: grano e guado, pianta usata per produrre tintura, furono tra le prime risorse. La viticoltura divenne una grande economia d’esportazione. I muretti di basalto proteggevano le viti dal vento e dal sale; al periodo di massimo sviluppo nell’Ottocento seguirono malattie delle piante, declino economico ed emigrazione.
- Fine XVIII–XX secolo – baleneria: i balenieri americani influenzarono Pico dalla fine del Settecento. La caccia al capodoglio ebbe un peso economico e culturale per circa un secolo e mezzo. Oggi musei, rimesse per le lance e antiche vedette raccontano quel passato, mentre l’osservazione responsabile mette al centro i cetacei vivi.
- 1957–1958: non a Pico, ma nella vicina Faial, l’eruzione di Capelinhos iniziò in mare. Il nuovo cono emerse e si unì all’isola, ampliandone la superficie. Nel Triangolo è la dimostrazione più immediata del fatto che la formazione del paesaggio non appartiene soltanto a un passato remoto.
- 1976: la Costituzione portoghese e le prime istituzioni regionali consolidarono la Regione Autonoma delle Azzorre. Il parlamento regionale fu eletto il 27 giugno e il primo governo regionale entrò in carica l’8 settembre.
- 2004: l’UNESCO iscrisse nella Lista del Patrimonio Mondiale il Paesaggio della cultura vinicola dell’isola di Pico. Il bene protetto comprende 987 ettari, circondati da una zona cuscinetto di 1.924 ettari.

Due “triangoli” che indicano realtà diverse
Nel linguaggio di viaggio, il Triangolo delle Azzorre riunisce Pico, Faial e São Jorge. Porti, scorci reciproci e collegamenti marittimi brevi o stagionali ne fanno una sola regione da esplorare. Madalena, a Pico, guarda direttamente verso Horta, a Faial. São Jorge, con il suo lungo crinale e le fajãs, forma il terzo vertice e offre un paesaggio molto diverso.
In geologia, la Azores Triple Junction descrive l’interazione fra le placche Nordamericana, Eurasiatica e Nubiana. A ovest domina la Dorsale Medio-Atlantica. A est, la deformazione si distribuisce su più faglie e zone vulcanicamente attive. Gli studi scientifici parlano quindi di un’ampia fascia di confine diffusa, non di una giuntura ordinata a forma di Y.
Uno studio dell’Università delle Azzorre stima per la placca Eurasiatica rispetto alla Nubiana una velocità di circa 4,2–4,8 millimetri l’anno. Una più recente analisi GPS, con 4,6 ± 0,3 millimetri l’anno, rientra nello stesso intervallo. È una misura del moto relativo regionale delle placche: non significa che Pico si allontani ogni anno da una specifica isola vicina esattamente di quella distanza.
Tre isole, tre paesaggi vulcanici
Pico: grande vulcano centrale ed eruzioni fissurali storiche
Il Pico è uno stratovulcano prevalentemente basaltico. La cima raggiunge 2.351 metri sul livello del mare, il punto più alto del Portogallo. Il cono principale occupa l’estremità occidentale di un’isola lunga circa 46 chilometri; verso est si sviluppa un altopiano segnato da coni e fratture. Le eruzioni storiche del 1562–1564, 1718 e 1720 non uscirono semplicemente dal cratere sommitale, ma da fratture sui fianchi. Per questo campi di lava relativamente giovani si trovano lontano dalla vetta e arrivano fino alla costa.
Faial: la caldera e la terra recente di Capelinhos
Faial è dominata da un vulcano centrale composito, con una caldera sommitale larga circa due chilometri e profonda intorno ai 400 metri. A ovest si estende una penisola basaltica costruita da eruzioni fissurali. A Capelinhos l’attività sottomarina iniziò il 27 settembre 1957; entro il 24 ottobre 1958 aveva creato nuova terra unita a Faial. Vento e onde continuano a rimodellare i depositi poco consolidati.
São Jorge: un’isola allungata costruita lungo le fratture
São Jorge misura circa 55 chilometri in lunghezza e solo 6,5 in larghezza. È stata edificata soprattutto da attività basaltica lungo sistemi di fratture. Le eruzioni storicamente documentate risalgono al 1580 e al 1808. L’isola è celebre per le fajãs, superfici pianeggianti ai piedi di alte scogliere. Alcune sono delta lavici; altre derivano da frane e accumuli. “Fajã” descrive dunque una forma del terreno, non un unico processo di formazione.
Come gli abitanti hanno reso produttiva una terra di lava
La storia di Pico non è soltanto una sequenza di eruzioni. I primi abitanti coltivarono grano e guado in condizioni difficili, allevarono bestiame, pescarono e svilupparono la viticoltura. Soprattutto nella parte occidentale, le pietre basaltiche furono impilate a secco in una fitta trama di muri. Le piccole parcelle, chiamate currais, trattengono calore e proteggono le viti dal vento atlantico e dagli spruzzi salmastri.
Madalena e Horta erano economicamente legate attraverso il canale. Pico produceva vino; il porto di Faial apriva le rotte commerciali dell’Atlantico. Più tardi, la baleneria collegò gli equipaggi locali a un mondo marittimo internazionale. Queste economie attraversarono cicli di crescita, crisi, emigrazione e reinvenzione. L’attuale rinascita del vino di Pico e la cura del paesaggio UNESCO non sono quindi una prosecuzione immutata del passato, ma il recupero consapevole di competenze storiche.
L’autonomia del 1976 ha creato l’attuale quadro politico regionale. Da allora le istituzioni della Regione Autonoma delle Azzorre partecipano in modo sostanziale alle decisioni su cultura, pianificazione territoriale, turismo e tutela della natura.
Mito e prove
Mito: “Le Azzorre sono ciò che resta di Atlantide”
Che cosa sappiamo: il legame con Atlantide appartiene da tempo all’immaginario culturale delle Azzorre, ma non costituisce una prova archeologica. La nascita delle isole vulcaniche è spiegabile attraverso tettonica delle placche, risalita del magma, eruzioni, erosione e variazioni del livello marino. Non esiste un consenso scientifico né un ritrovamento accettato che identifichi le Azzorre attuali con l’Atlantide di Platone.
Mito: “Pico è il vulcano più alto del mondo”
Che cosa sappiamo: con 2.351 metri Pico è la montagna più alta del Portogallo. Se si considera la base sottomarina, l’edificio vulcanico è molto più grande della sola porzione visibile. Tuttavia, “più alto” o “più grande” cambia a seconda del riferimento scelto: livello del mare, fondale, volume o altro criterio. Una generica pretesa di primato mondiale non è quindi solida. La formula precisa è: Pico è il punto più alto del Portogallo e un grande vulcano oceanico che si eleva per diversi chilometri dal fondale.
Modo di dire: “Alle Azzorre si vivono quattro stagioni in un giorno”
Che cosa sappiamo: è un’efficace espressione di viaggio, non una misura meteorologica. Nel clima marittimo mite, sole, nuvole, vento e rovesci possono alternarsi rapidamente. Quota, esposizione e versante creano inoltre differenze locali. La conseguenza pratica è semplice: portare strati leggeri impermeabili e caldi, verificare il giorno stesso le condizioni in montagna e in mare e mantenere flessibile il programma.
Dibattito: “I Vichinghi abitarono le Azzorre molto prima dei portoghesi”
Che cosa sappiamo: uno studio pubblicato su PNAS nel 2021 ha interpretato diversi indicatori nei sedimenti lacustri come segni di attività umana tra circa il 700 e l’850 d.C., discutendo una possibile occupazione precoce. Anche studi genetici sul topo domestico mostrano interessanti legami con linee dell’Europa settentrionale. Nessuno dei due elementi costituisce però una prova diretta di un insediamento nordico stabile a Pico o nell’intero arcipelago.
Una replica scientifica pubblicata su PNAS nel 2022 ha messo in discussione l’estensione e l’univocità dei segnali ambientali e ha chiesto ulteriori prove archeologiche e multidisciplinari. La sintesi più corretta dello stato della ricerca è quindi: una presenza pre-portoghese è un’ipotesi studiata seriamente, ma data, ampiezza, durata e identità degli eventuali visitatori restano controverse. “Pre-portoghese” non equivale automaticamente a “vichingo” e non dimostra una colonia permanente.
Come interpretare il paesaggio durante il viaggio
Pico, Faial e São Jorge si comprendono meglio leggendo insieme geologia e storia umana:
- A Criação Velha, i muri neri non sono soltanto uno sfondo fotogenico. Sono la risposta affinata da generazioni a lava, vento e salsedine. Restate sui percorsi indicati e non spostate le pietre.
- I campi lavici lungo diverse coste di Pico mostrano che le eruzioni storiche spesso si aprirono su fratture laterali. La vetta è soltanto una parte del sistema vulcanico.
- A Capelinhos, il terreno del 1957–1958 è esposto davanti agli occhi. L’erosione causata da vento e mare fa parte della sua storia; non è un segno di incuria.
- A São Jorge, le fajãs aiutano a capire come costruzione vulcanica, crollo delle falesie, frane e oceano possano modellare insieme una costa.
- I musei del vino e della baleneria spiegano perché case, porti, magazzini e vedette si trovino proprio in certi luoghi. Trasformano un bel panorama in un paesaggio culturale leggibile.
L’origine vulcanica non significa che si possa prevedere un’eruzione per le date di un viaggio. Prima di un’ascensione, una traversata o un’escursione, controllate sempre gli avvisi aggiornati delle autorità competenti e degli operatori locali. Meteo e sicurezza cambiano nel tempo; l’inquadramento storico e geologico di questo articolo non sostituisce un’allerta in corso.
Pico, Faial e São Jorge: il Triangolo delle Azzorre
I profili e le posizioni relative delle isole derivano da un sistema di coordinate proiettate, che ne conserva il rapporto spaziale. I punti dei porti sono riferimenti approssimativi e le linee tratteggiate spiegano i collegamenti tra le isole, senza rappresentare il percorso attuale di un traghetto.
Il monte Pico sopra e sotto l’Atlantico
- Vetta del Piquinho — 2.351 m sopra il livello medio del mare.
- Cratere sommitale attuale — circa 2.250 m; diametro medio di circa 550 m e attività fumarolica.
- Cratere fossile — circa 2.050 m; testimonianza di una fase costruttiva precedente.
- Edificio vulcanico — costruito da centinaia di eruzioni basaltiche.
- Livello medio del mare — riferimento di 0 m.
- Porzione sommersa dedotta — circa 1.149 m sotto il livello del mare, calcolati come 3.500 − 2.351.
- Rilievo totale dell’edificio — circa 3.500 m dal fondale marino circostante alla vetta.
- Fondale marino circostante — linea generalizzata; la batimetria reale è irregolare.
Scoperta e popolamento dell’isola di Pico
I navigatori portoghesi conoscevano le Azzorre nel XV secolo e Pico è generalmente descritta come una delle ultime isole del Gruppo Centrale popolate nel periodo portoghese, soprattutto a partire dagli anni 1480. Prove ambientali pubblicate nel 2021 indicano una possibile influenza umana secoli prima, ma non identificano ancora un popolo preciso né dimostrano una colonia permanente.

Leggere Pico attraverso le mappe antiche
Le mappe storiche documentano come Pico e le Azzorre venivano descritte nel loro tempo; non sostituiscono i dati geografici moderni. Costa, etichette e imperfezioni originali vengono conservate, e ogni immagine deve indicare data, cartografo, collezione che la custodisce e condizioni di riuso.


Le carte antiche conservano l’evoluzione della conoscenza delle isole, insieme ai limiti e agli errori dei loro autori.
Navigare nel Triangolo delle Azzorre
Brevi traversate collegano geograficamente e culturalmente le tre isole, trasportando persone, merci e idee nel Gruppo Centrale. La loro apparente vicinanza non elimina vento, moto ondoso e rapidi cambi di visibilità dell’Atlantico: rotta e condizioni devono essere sempre verificate tramite informazioni marittime aggiornate.

Dalla caccia alle balene all’osservazione dei cetacei
La caccia costiera alle balene arrivò a Faial nel 1851 e a Lajes do Pico nel 1867, diventando una parte difficile dei mezzi di sussistenza e dell’identità isolana. L’ultimo capodoglio fu ucciso alle Azzorre nel 1987; l’osservazione organizzata dei cetacei iniziò a Lajes nel 1989. Musei, imbarcazioni e vedette conservano questa storia umana senza idealizzare l’uccisione delle balene.

Navi e conflitti nelle acque del Triangolo
Il Gruppo Centrale si trovava lungo rotte atlantiche percorse da mercantili, corsari e forze navali. Questa cronologia selettiva presenta tre scontri ben documentati nel canale Faial–Pico o nelle sue vicinanze. I luoghi sono indicati con cautela e le immagini sono ricostruzioni d’atmosfera, non mappe di posizioni tattiche.
Tre scene separate a matita e acquerello: la Cinco Chagas nel 1594, la General Armstrong nel 1814 e l’U-581 nel 1942
La perdita della Cinco Chagas

Nel 1594 navi inglesi combatterono contro la caracca portoghese Cinco Chagas nelle acque a sud del canale Faial–Pico; la nave bruciò con una catastrofica perdita di vite. L’evento è legato al Triangolo dalla sua posizione al largo, non dalla prova di una battaglia terrestre a Pico. Le posizioni esatte delle navi nell’immagine sono interpretative.
La General Armstrong a Horta

Lo scontro della General Armstrong avvenne nel porto di Horta, a Faial, nel 1814, in vista di Pico dall’altra parte del canale. Fa parte dello scenario marittimo condiviso del Triangolo, ma non fu una battaglia combattuta a Pico.
L’U-581 nel canale Faial–Pico

Dopo un incontro con la HMS Westcott nel 1942, l’U-581 fu autoaffondato nel canale tra Faial e Pico. Il relitto è un episodio bellico nella storia del canale; l’illustrazione non ne stabilisce la posizione esatta e non è un ausilio alla navigazione.
Questi scontri appartengono alla storia marittima delle acque intorno a Pico e Faial; non significano che Pico sia stata il campo di battaglia in ogni caso.
Come nasce il vino di Pico: cinque fasi collegate
Il vino di Pico nasce in piccole parcelle protette da muri a secco in basalto, dove le viti vengono curate e l’uva normalmente raccolta a mano. Pigiatura, pressatura, fermentazione, affinamento e imbottigliamento dipendono poi dal vino desiderato. La sequenza spiega la logica comune senza presentare il metodo di una cantina come ricetta universale.
Cinque illustrazioni singole a matita e acquerello seguono l’uva di Pico dal vigneto racchiuso dal basalto alla bottiglia

1. Curare le viti nei currais
I muri di basalto riparano le viti basse dal vento e dagli spruzzi salmastri e creano il disegno inconfondibile del paesaggio.

2. Raccogliere l’uva
L’uva viene scelta e raccolta a mano quando raggiunge l’equilibrio adatto al vino previsto.

3. Pigiare e pressare
Il frutto viene lavorato rapidamente; le scelte di pressatura dipendono dal vitigno e dallo stile del vino.

4. Fermentare e seguire il vino
I lieviti trasformano gli zuccheri dell’uva in alcol mentre il produttore controlla tempi, temperatura e contatto con le parti solide.

5. Affinare e imbottigliare
Il vino può riposare in vasca, botte o bottiglia prima dell’uscita, secondo lo stile scelto dal produttore.
I muri di basalto plasmano il paesaggio viticolo; le decisioni in cantina plasmano il vino. I metodi cambiano in base a vitigno, produttore e stile.
Cetacei documentati intorno alle Azzorre
L’elenco comprende 28 specie di cetacei documentate per le Azzorre nel set di dati citato. Alcune vengono avvistate regolarmente; altre sono stagionali, d’altura o segnalazioni eccezionali. Le illustrazioni singole aiutano il riconoscimento e il racconto, ma fotografie, guida esperta e dati recenti sono più adatti all’identificazione in mare.

N — specie autoctona secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato in fonti collegate al DOP/UAc e centrale nella storia della caccia alla balena nelle Azzorre.

M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.

M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.

N — specie autoctona secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.

M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.

I — categoria di presenza indeterminata nella classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato in fonti collegate al DOP/UAc; baleia-de-bico-de-Cuvier è un’alternativa portoghese trasparente.
Una segnalazione regionale documentata non garantisce un avvistamento; presenza, stagionalità e abbondanza cambiano da specie a specie.
28 cetacei documentati
Delfini oceanici (Delphinidae) (11)
- Nome inglese: Short-finned pilot whaleNome scientifico: Globicephala macrorhynchusRiferimento azzorriano: Baleia-piloto-tropical
M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Denominazione azzorriana più antica, attestata in fonti collegate al DOP/UAc; il portoghese moderno usa anche baleia-piloto-de-barbatana-curta.
- Nome inglese: Short-beaked common dolphinNome scientifico: Delphinus delphisRiferimento azzorriano: Golfinho-comum
N — specie autoctona secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Long-finned pilot whaleNome scientifico: Globicephala melasRiferimento azzorriano: Baleia-piloto
M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Denominazione della lista regionale collegata al DOP/UAc; baleia-piloto-de-barbatana-longa è la forma moderna più esplicita.
- Nome inglese: Risso's dolphinNome scientifico: Grampus griseusRiferimento azzorriano: Grampo
N — specie autoctona secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Moleiro compare anche nella lista azzorriana collegata al DOP/UAc.
- Nome inglese: Fraser's dolphinNome scientifico: Lagenodelphis hoseiRiferimento azzorriano: Golfinho-de-Fraser
V — specie erratica; la descrizione del set di dati GBIF/UAc la identifica come certamente occasionale nella ZEE delle Azzorre.
Denominazione portoghese verificata in materiali azzorriani sui cetacei; non compare nella precedente tabella di 27 specie collegata al DOP/UAc.
- Nome inglese: Killer whale (orca)Nome scientifico: Orcinus orcaRiferimento azzorriano: Orca
I — categoria di presenza indeterminata nella classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: False killer whaleNome scientifico: Pseudorca crassidensRiferimento azzorriano: Falsa-orca
I — categoria di presenza indeterminata nella classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Striped dolphinNome scientifico: Stenella coeruleoalbaRiferimento azzorriano: Golfinho-riscado
M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Atlantic spotted dolphinNome scientifico: Stenella frontalisRiferimento azzorriano: Golfinho-pintado
M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Rough-toothed dolphinNome scientifico: Steno bredanensisRiferimento azzorriano: Caldeirão
V — specie erratica secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Denominazione regionale distintiva registrata nella lista azzorriana collegata al DOP/UAc.
- Nome inglese: Common bottlenose dolphinNome scientifico: Tursiops truncatusRiferimento azzorriano: Roaz
N — specie autoctona secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Denominazione portoghese regionale consolidata nella lista collegata al DOP/UAc.
Balenottere (Balaenopteridae) (6)
- Nome inglese: Sei whaleNome scientifico: Balaenoptera borealisRiferimento azzorriano: Baleia-sardinheira
M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Bryde's whaleNome scientifico: Balaenoptera edeniRiferimento azzorriano: Baleia-de-Bryde
M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato in fonti collegate al DOP/UAc; il complesso B. edeni ha una storia tassonomica complessa, pertanto si mantiene il nome scientifico adottato dal set di dati.
- Nome inglese: Blue whaleNome scientifico: Balaenoptera musculusRiferimento azzorriano: Baleia-azul
M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Fin whaleNome scientifico: Balaenoptera physalusRiferimento azzorriano: Baleia-comum
M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Common minke whaleNome scientifico: Balaenoptera acutorostrataRiferimento azzorriano: Baleia-anã
I — categoria di presenza indeterminata nella classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Humpback whaleNome scientifico: Megaptera novaeangliaeRiferimento azzorriano: Baleia-de-bossas
M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato in fonti collegate al DOP/UAc; baleia-corcunda è un’altra denominazione portoghese ampiamente diffusa.
Balene franche (Balaenidae) (1)
- Nome inglese: North Atlantic right whaleNome scientifico: Eubalaena glacialisRiferimento azzorriano: Baleia-franca
Il poster UAc del 2020 riporta M (migratrice), mentre la descrizione del set di dati GBIF/UAc definisce esplicitamente questa specie come certamente occasionale/erratica nella ZEE delle Azzorre. A livello editoriale, qualsiasi segnalazione alle Azzorre va trattata come eccezionale, non come un avvistamento abituale per i visitatori.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
Capodogli (Physeteridae) (1)
- Nome inglese: Sperm whaleNome scientifico: Physeter macrocephalusRiferimento azzorriano: Cachalote
N — specie autoctona secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato in fonti collegate al DOP/UAc e centrale nella storia della caccia alla balena nelle Azzorre.
Capodogli nani e pigmei (Kogiidae) (2)
- Nome inglese: Pygmy sperm whaleNome scientifico: Kogia brevicepsRiferimento azzorriano: Cachalote-pigmeu
I — categoria di presenza indeterminata nella classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Dwarf sperm whaleNome scientifico: Kogia simaRiferimento azzorriano: Cachalote-anão
I — categoria di presenza indeterminata nella classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato in fonti collegate al DOP/UAc; le fonti meno recenti possono riportare la grafia superata Kogia simus.
Zifidi (Ziphiidae) (6)
- Nome inglese: Northern bottlenose whaleNome scientifico: Hyperoodon ampullatusRiferimento azzorriano: Baleia-de-bico-de-garrafa
M — specie migratrice secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Botinhoso è un’alternativa riportata nella lista azzorriana collegata al DOP/UAc.
- Nome inglese: Sowerby's beaked whaleNome scientifico: Mesoplodon bidensRiferimento azzorriano: Baleia-de-bico-de-Sowerby
N — specie autoctona secondo la classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Blainville's beaked whaleNome scientifico: Mesoplodon densirostrisRiferimento azzorriano: Baleia-de-bico-de-Blainville
I — categoria di presenza indeterminata nella classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Gervais' beaked whaleNome scientifico: Mesoplodon europaeusRiferimento azzorriano: Baleia-de-bico-de-Gervais
I — categoria di presenza indeterminata nella classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: True's beaked whaleNome scientifico: Mesoplodon mirusRiferimento azzorriano: Baleia-de-bico-de-True
I — categoria di presenza indeterminata nella classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato nelle Azzorre, documentato in fonti collegate al DOP/UAc.
- Nome inglese: Cuvier's beaked whaleNome scientifico: Ziphius cavirostrisRiferimento azzorriano: Zífio
I — categoria di presenza indeterminata nella classificazione UAc citata; presenza documentata nella ZEE delle Azzorre.
Uso consolidato in fonti collegate al DOP/UAc; baleia-de-bico-de-Cuvier è un’alternativa portoghese trasparente.
Focene (Phocoenidae) (1)
- Nome inglese: Harbour porpoiseNome scientifico: Phocoena phocoenaRiferimento azzorriano: Boto
V — specie erratica; la descrizione del set di dati GBIF/UAc la identifica come certamente occasionale nella ZEE delle Azzorre.
Denominazione riportata nella lista azzorriana collegata al DOP/UAc; boto può essere ambiguo al di fuori di questo contesto tassonomico.
Guida dettagliata ai pesci marini di Pico
Questa guida presenta 48 pesci rappresentativi associati alle acque delle Azzorre: 24 specie costiere, 12 pelagiche e 12 di scarpata profonda. È volutamente dettagliata, ma non comprende tutti i pesci registrati nell’arcipelago. Habitat e riferimenti locali provengono dalla checklist e dalle fonti dei nomi vernacolari citate.

Habitat: Banchi a mezz’acqua sopra scogliere rocciose poco profonde, che scendono verso i ripari quando vengono allarmati.
Nome azzorriano ben consolidato; castanheta compare anche nei nomi di altri pesci damigella.
Comune pesce di scogliera; tenersi lontani dai siti di nidificazione e non alimentare i banchi.

Habitat: Scogliere rocciose poco profonde coperte di alghe, di solito nelle prime decine di metri.
Il Portale della biodiversità delle Azzorre riporta anche maragota; una lista ittiologica portoghese più ampia usa bodião-dos-Açores. Può comparire il vecchio nome scientifico Centrolabrus caeruleus.
Endemico delle Azzorre. Osservarlo senza prelevarlo né disturbare il suo habitat di scogliera.

Habitat: Scogliere rocciose dove bruca le alghe; gli adulti sono ben visibili in acqua limpida e poco profonda.
Nome azzorriano molto caratteristico e ben documentato.
Il colore varia secondo il sesso e la fase vitale. È una specie di interesse ittico; verificare le norme ufficiali vigenti prima di qualsiasi cattura.

Habitat: Fessure rocciose e grotte, con gran parte del corpo nascosta; spesso più attiva dopo il tramonto.
Moreia-preta è un’altra forma portoghese/azzorriana chiara.
Non alimentarla mai con le mani e non infilare le dita nelle fessure. Le murene difendono il riparo e possono infliggere un morso grave.

Habitat: Banchi costieri e d’altura su fondi rocciosi o sabbiosi, margini delle scogliere e pendii insulari.
Nome azzorriano ben consolidato, ma bicuda può essere usato in senso ampio; mantenere il nome scientifico nelle etichette.
Lasciare ai grandi pesci selvatici il normale spazio e non alimentarli. Le indicazioni su pesca e sicurezza alimentare devono provenire da fonti ufficiali aggiornate.

Habitat: Pendii rocciosi delle isole e montagne sottomarine; i giovani possono vivere meno in profondità, mentre gli adulti occupano spesso acque più profonde.
Peixão è documentato anche localmente, spesso per un grande esemplare; non è una specie distinta.
Il Portale della biodiversità delle Azzorre indica Quasi minacciata nel livello di conservazione 2022. È una pesca di profondità regolamentata; verificare le misure vigenti.
Pesci costieri, pelagici e di scarpata profonda occupano habitat molto diversi e non sono ugualmente visibili ai visitatori.
Guida dettagliata ai pesci
Questi 48 pesci formano una guida rappresentativa per il visitatore, non l’elenco completo delle specie registrate nelle acque delle Azzorre.
Costa rocciosa e scogliera (24)
- Nome inglese: ShannyNome scientifico: Lipophrys pholisRiferimento azzorriano: Caboz-gigante
Habitat: Pozze intertidali nella roccia basaltica e battigia molto bassa esposta alle onde, dove si nasconde sotto le pietre e nelle fessure.
Nome azzorriano nella lista annotata dell’UAc; caboz è un nome locale generico per diverse bavose e ghiozzi.
Piccolo pesce costiero stanziale; osservarlo sul posto e non sollevarlo né lasciarlo mai fuori dalla sua pozza.
- Nome inglese: Montagu's blennyNome scientifico: Coryphoblennius galeritaRiferimento azzorriano: Caboz-de-crista
Habitat: Pozze della fascia alta della riva e basalto battuto dalle onde, spesso nascosto in fori dove la cresta sul capo aiuta a identificarlo.
Nome portoghese descrittivo sostenuto dalla letteratura ittiologica dell’UAc; non tutti gli abitanti delle isole distinguono per nome ogni specie di caboz.
Innocuo per i visitatori; non disturbare animali, uova o pietre usate come riparo.
- Nome inglese: Rock-pool blennyNome scientifico: Parablennius parvicornisRiferimento azzorriano: Caboz-das-poças
Habitat: Pozze di marea poco profonde e rocce coperte di alghe, comprese le pozze isolate con la bassa marea.
Utile nome da campo azzorriano/portoghese; caboz resta un nome vernacolare condiviso da diversi piccoli pesci costieri.
Tipico abitante delle pozze; evitare contaminazione da crema solare, calpestio e spostamento delle pietre.
- Nome inglese: Rock gobyNome scientifico: Gobius paganellusRiferimento azzorriano: Bochecha
Habitat: Pozze intertidali e fessure rocciose poco profonde, di solito appoggiato vicino al fondo.
Joana e caboz sono altri nomi azzorriani documentati; entrambi sono ambigui tra piccoli ghiozzi e bavose.
Innocuo; fotografarlo senza scacciarlo dal riparo o rovesciare pietre occupate.
- Nome inglese: Yellow triplefinNome scientifico: Tripterygion delaisiRiferimento azzorriano: Caboz-de-três-dorsais
Habitat: Pareti rocciose basse e ombreggiate, sporgenze e ingressi di grotte; i maschi riproduttivi possono apparire giallo vivo con il muso scuro.
Nome portoghese descrittivo da campo; nell’uso locale quotidiano può essere abbreviato in caboz.
Minuscolo e facile da non notare; preferire una fotografia ravvicinata alla manipolazione.
- Nome inglese: Azores chromisNome scientifico: Chromis limbataRiferimento azzorriano: Castanheta-amarela
Habitat: Banchi a mezz’acqua sopra scogliere rocciose poco profonde, che scendono verso i ripari quando vengono allarmati.
Nome azzorriano ben consolidato; castanheta compare anche nei nomi di altri pesci damigella.
Comune pesce di scogliera; tenersi lontani dai siti di nidificazione e non alimentare i banchi.
- Nome inglese: Canary damselNome scientifico: Similiparma luridaRiferimento azzorriano: Castanheta-preta
Habitat: Territoriale sulle scogliere rocciose poco profonde; i giovani possono vivere tra massi e pozze, mentre gli adulti difendono piccole aree.
È documentato anche castanheta-azul; fonti azzorriane meno recenti possono riportare il sinonimo Abudefduf luridus.
Nessun pericolo per i visitatori; non disturbare i nidi difesi. La tassonomia è stata aggiornata dopo le vecchie liste delle Azzorre.
- Nome inglese: Blue rockfish (Azores endemic wrasse)Nome scientifico: Symphodus caeruleusRiferimento azzorriano: Bodião-azul
Habitat: Scogliere rocciose poco profonde coperte di alghe, di solito nelle prime decine di metri.
Il Portale della biodiversità delle Azzorre riporta anche maragota; una lista ittiologica portoghese più ampia usa bodião-dos-Açores. Può comparire il vecchio nome scientifico Centrolabrus caeruleus.
Endemico delle Azzorre. Osservarlo senza prelevarlo né disturbare il suo habitat di scogliera.
- Nome inglese: Mediterranean rainbow wrasseNome scientifico: Coris julisRiferimento azzorriano: Lambaz
Habitat: Zone rocciose basse e ricche di alghe, spesso attraversando chiazze di sabbia dove si interra di notte.
Peixe-rei compare anche in fonti azzorriane, ma il nome è ambiguo nell’uso portoghese più generale.
Colore e disegno cambiano con età e sesso, quindi le illustrazioni non devono suggerire un unico aspetto immutabile.
- Nome inglese: Ornate wrasseNome scientifico: Thalassoma pavoRiferimento azzorriano: Rainha
Habitat: Attivo su bassi fondali rocciosi e scogliere coperte di alghe, soprattutto in acque calde e limpide.
Sono documentati anche peixe-rainha, bodião, verdugo e torcida; l’uso varia e alcuni termini si sovrappongono ad altri labridi.
Il colore varia molto con la fase vitale; evitare di attribuire con certezza sesso o età basandosi solo sul colore.
- Nome inglese: Mediterranean parrotfishNome scientifico: Sparisoma cretenseRiferimento azzorriano: Veja
Habitat: Scogliere rocciose dove bruca le alghe; gli adulti sono ben visibili in acqua limpida e poco profonda.
Nome azzorriano molto caratteristico e ben documentato.
Il colore varia secondo il sesso e la fase vitale. È una specie di interesse ittico; verificare le norme ufficiali vigenti prima di qualsiasi cattura.
- Nome inglese: White seabreamNome scientifico: Diplodus sargusRiferimento azzorriano: Sargo
Habitat: Scogliere rocciose e zone costiere esposte ai frangenti, dove spesso si alimenta su fondi misti di roccia e sabbia.
Sargo-legítimo è una forma commerciale azzorriana più specifica.
Specie ittica regolamentata. Non pubblicare una taglia minima fissa senza verificare le norme vigenti delle Azzorre.
- Nome inglese: SalemaNome scientifico: Sarpa salpaRiferimento azzorriano: Salema
Habitat: Banchi su bassi fondali rocciosi coperti di alghe, che brucano vicino al fondo marino.
Nome da campo condiviso da portoghese e inglese in molte guide; ben consolidato nelle Azzorre.
Specie ittica regolamentata; presentarla come specie da osservare, non come consiglio alimentare.
- Nome inglese: BogueNome scientifico: Boops boopsRiferimento azzorriano: Boga
Habitat: Banchi costieri sopra fondi rocciosi e misti, che talvolta formano gruppi densi a mezz’acqua.
Nome portoghese/azzorriano consolidato in ambito ittico.
Specie ittica regolamentata; verificare la taglia minima vigente e le norme locali prima di pescare.
- Nome inglese: Axillary seabreamNome scientifico: Pagellus acarneRiferimento azzorriano: Besugo
Habitat: Piattaforma e fondi costieri roccioso-sabbiosi, in genere più profondi dei siti di snorkeling più accessibili.
Nome commerciale e vernacolare azzorriano consolidato.
Specie ittica regolamentata; consultare le norme vigenti delle Azzorre sulle taglie minime.
- Nome inglese: Red porgyNome scientifico: Pagrus pagrusRiferimento azzorriano: Pargo
Habitat: Piattaforma rocciosa e ghiaiosa, margini delle scogliere e pendii insulari; gli esemplari più grandi tendono a vivere più in profondità.
Pargo-legítimo è la forma commerciale ufficiale/locale più specifica.
Specie ittica regolamentata; seguire le norme ufficiali vigenti per taglia legale e stagione.
- Nome inglese: Blacktail comberNome scientifico: Serranus atricaudaRiferimento azzorriano: Garoupa
Habitat: Scogliere rocciose, sporgenze e ingressi di grotte, dalle acque basse fino al pendio insulare.
Garoupa-de-rolo è un nome azzorriano più specifico; garoupa da solo può indicare in senso ampio cernie e serranidi affini.
Il Portale della biodiversità delle Azzorre indica Dati insufficienti nel livello di conservazione 2022; non suggerire una tendenza locale quantificata.
- Nome inglese: Dusky grouperNome scientifico: Epinephelus marginatusRiferimento azzorriano: Mero
Habitat: Scogliere rocciose, grotte e sporgenze; i grandi adulti preferiscono ripari ampi e spesso vivono più in profondità.
Mero-legítimo è una forma commerciale azzorriana più specifica.
Il Portale della biodiversità delle Azzorre indica Vulnerabile nel livello di conservazione 2022. Predatore di scogliera a crescita lenta; osservarlo senza disturbarlo e verificare le protezioni ittiche vigenti.
- Nome inglese: Island grouperNome scientifico: Mycteroperca fuscaRiferimento azzorriano: Badejo
Habitat: Scogliere rocciose, grotte e strutture di montagne sottomarine o pendii insulari, dalle acque costiere alle scogliere più profonde.
Nome azzorriano e macaronesico ben consolidato.
Il Portale della biodiversità delle Azzorre indica Vulnerabile nel livello di conservazione 2022. La specie è regolamentata; verificare le norme vigenti e non disturbare i pesci nei ripari.
- Nome inglese: Striped red mulletNome scientifico: Mullus surmuletusRiferimento azzorriano: Salmonete
Habitat: Chiazze di sabbia e ghiaia accanto alle scogliere rocciose, dove esplora il sedimento con i due barbigli sotto il mento.
Salmonete-vermelho è usato anche in liste ittiche ufficiali/locali.
Specie ittica regolamentata. Osservarla a distanza perché il comportamento alimentare resti naturale.
- Nome inglese: Madeira scorpionfishNome scientifico: Scorpaena maderensisRiferimento azzorriano: Coça
Habitat: Mimetizzato sui bassi fondali rocciosi, vicino a sporgenze o agli ingressi delle grotte.
È documentato anche rascaço; i nomi delle diverse specie di Scorpaena possono essere confusi localmente.
Non toccare: gli scorfani hanno spine velenose capaci di provocare una ferita dolorosa.
- Nome inglese: Black morayNome scientifico: Muraena augustiRiferimento azzorriano: Moreão
Habitat: Fessure rocciose e grotte, con gran parte del corpo nascosta; spesso più attiva dopo il tramonto.
Moreia-preta è un’altra forma portoghese/azzorriana chiara.
Non alimentarla mai con le mani e non infilare le dita nelle fessure. Le murene difendono il riparo e possono infliggere un morso grave.
- Nome inglese: Grey triggerfishNome scientifico: Balistes capriscusRiferimento azzorriano: Peixe-porco
Habitat: Scogliere rocciose e fondi aperti vicini, talvolta in banchi o presente stagionalmente vicino alla costa.
Nome commerciale e d’uso tra i visitatori ben consolidato nelle Azzorre.
Il Portale della biodiversità delle Azzorre indica Vulnerabile nel livello di conservazione 2022. Lasciare spazio ai pesci che nidificano o si difendono; hanno denti forti.
- Nome inglese: Guinean pufferNome scientifico: Sphoeroides marmoratusRiferimento azzorriano: Peixe-balão
Habitat: Zone costiere basse, rocciose e sabbiose, comprese pozze e calette riparate.
Sono documentati anche sopapo e sapo; entrambi possono essere nomi regionali ambigui.
Non maneggiare né mangiare. Le norme UE vietano prodotti della pesca provenienti da Tetraodontidae velenosi; non usare mai una guida turistica per giudicare la commestibilità.
Oceano aperto e montagne sottomarine (12)
- Nome inglese: European pilchard (sardine)Nome scientifico: Sardina pilchardusRiferimento azzorriano: Sardinha
Habitat: Banchi costieri vicino alla superficie; piccolo pesce foraggio fondamentale che collega il plancton a pesci più grandi, uccelli marini e cetacei.
Petinga indica una sardina piccola nell’uso locale/commerciale e non va presentato come una specie distinta.
Specie ittica regolamentata. Non promettere abbondanza stagionale e verificare le norme vigenti sulla taglia prima di pescare.
- Nome inglese: Atlantic chub mackerelNome scientifico: Scomber coliasRiferimento azzorriano: Cavala
Habitat: Pesce di branco della parte superiore della colonna d’acqua, dalla costa al largo, talvolta concentrato intorno a isole e montagne sottomarine.
Nome commerciale e vernacolare azzorriano consolidato.
Specie ittica regolamentata; verificare le norme vigenti delle Azzorre prima della cattura.
- Nome inglese: Blue jack mackerelNome scientifico: Trachurus picturatusRiferimento azzorriano: Chicharro
Habitat: Banchi costieri e d’altura attorno a pendii insulari e montagne sottomarine; i giovani sono importanti pesci foraggio.
Si usa anche chicharro-do-alto; i confini vernacolari con altri Trachurus possono variare secondo taglia e contesto di pesca.
Specie ittica regolamentata; non usare solo il nome per identificare il pesce al mercato, dove possono comparire diversi sugarelli.
- Nome inglese: Skipjack tunaNome scientifico: Katsuwonus pelamisRiferimento azzorriano: Bonito
Habitat: Banchi veloci in superficie e poco sotto, in acque oceaniche calde, spesso associati a uccelli in alimentazione e piccoli pesci.
Gaiado è un altro nome azzorriano consolidato; bonito può essere ambiguo fuori dalla regione.
Specie ittica molto mobile. La presenza varia con le condizioni oceaniche; norme di pesca e pareri sullo stock vanno verificati al momento della pubblicazione.
- Nome inglese: AlbacoreNome scientifico: Thunnus alalungaRiferimento azzorriano: Atum-voador
Habitat: Acque pelagiche d’altura; migratore stagionale su lunghe distanze nel Nord Atlantico attorno all’arcipelago.
Voador e germão sono altri nomi documentati nell’uso ittico azzorriano.
Specie migratrice soggetta a gestione della pesca. Consultare le norme vigenti ICCAT, UE e delle Azzorre invece di pubblicare quote o stagioni fisse.
- Nome inglese: Bigeye tunaNome scientifico: Thunnus obesusRiferimento azzorriano: Atum-patudo
Habitat: Colonna d’acqua oceanica, spesso più profonda di giorno, con movimenti verticali legati alle prede e alla temperatura.
Patudo è la forma abbreviata familiare nella pesca azzorriana.
Il Portale della biodiversità delle Azzorre indica Vulnerabile nel livello di conservazione 2022. Questa pesca migratoria è strettamente gestita; verificare norme e pareri sullo stock vigenti.
- Nome inglese: Atlantic bluefin tunaNome scientifico: Thunnus thynnusRiferimento azzorriano: Atum-rabilho
Habitat: Migratore oceanico ad ampio raggio che attraversa fronti produttivi e acque attorno a isole e montagne sottomarine.
Rabilo è una variante regionale. Evitare albacora qui, perché l’uso commerciale portoghese dei nomi dei tonni non è uniforme.
Pesca strettamente gestita da ICCAT/UE. Livelli di conservazione e valutazioni degli stock cambiano; rimandare alle norme attuali invece di fissare uno stato nel testo.
- Nome inglese: Common dolphinfishNome scientifico: Coryphaena hippurusRiferimento azzorriano: Dourado
Habitat: Acque calde di superficie al largo e attorno a oggetti galleggianti; la presenza vicino alle isole è stagionale e dipende dalle condizioni oceaniche.
Doirado è una grafia antica/regionale presente in fonti azzorriane. È un pesce e nel testo non va mai confuso con un delfino.
Specie ittica pelagica a crescita rapida. Non promettere avvistamenti o una stagione fissa; consultare le indicazioni locali vigenti.
- Nome inglese: Greater amberjackNome scientifico: Seriola dumeriliRiferimento azzorriano: Lírio
Habitat: Strutture rocciose dalla costa al largo, pendii insulari e montagne sottomarine; i possenti adulti possono nuotare in acque aperte.
Sono documentati anche írio e charuteiro-catarino; il secondo è meno chiaro per i visitatori.
Specie ittica e forte predatore selvatico; osservarla senza alimentarla e verificare le norme di pesca vigenti.
- Nome inglese: White trevallyNome scientifico: Pseudocaranx dentexRiferimento azzorriano: Encharéu
Habitat: Banchi attorno a promontori costieri, pendii insulari e montagne sottomarine, spostandosi tra margine della scogliera e acque aperte.
Sono documentati anche xaréu e xaréu-bicudo; carangidi simili rendono inaffidabile un’identificazione occasionale basata solo sul nome.
Specie ittica regolamentata. Per identificarla usare forma del corpo e dettagli delle pinne, non solo il nome vernacolare.
- Nome inglese: Yellowmouth barracudaNome scientifico: Sphyraena viridensisRiferimento azzorriano: Bicuda
Habitat: Banchi costieri e d’altura su fondi rocciosi o sabbiosi, margini delle scogliere e pendii insulari.
Nome azzorriano ben consolidato, ma bicuda può essere usato in senso ampio; mantenere il nome scientifico nelle etichette.
Lasciare ai grandi pesci selvatici il normale spazio e non alimentarli. Le indicazioni su pesca e sicurezza alimentare devono provenire da fonti ufficiali aggiornate.
- Nome inglese: SwordfishNome scientifico: Xiphias gladiusRiferimento azzorriano: Espadarte
Habitat: Predatore oceanico che ogni giorno si sposta tra acque profonde e parte alta della colonna d’acqua; raramente si avvista per caso dalla costa.
Agulhão è documentato anche in vecchio materiale ittico azzorriano, ma può sovrapporsi ai nomi di altri pesci rostrati.
Specie migratrice soggetta a gestione della pesca. Consultare le misure vigenti ICCAT, UE e delle Azzorre prima di citare norme di cattura o stato.
Scarpata profonda e fondale (12)
- Nome inglese: Blackspot seabreamNome scientifico: Pagellus bogaraveoRiferimento azzorriano: Goraz
Habitat: Pendii rocciosi delle isole e montagne sottomarine; i giovani possono vivere meno in profondità, mentre gli adulti occupano spesso acque più profonde.
Peixão è documentato anche localmente, spesso per un grande esemplare; non è una specie distinta.
Il Portale della biodiversità delle Azzorre indica Quasi minacciata nel livello di conservazione 2022. È una pesca di profondità regolamentata; verificare le misure vigenti.
- Nome inglese: Splendid alfonsinoNome scientifico: Beryx splendensRiferimento azzorriano: Alfonsim
Habitat: Pendii insulari profondi e montagne sottomarine, in banchi presso strutture ripide molto sotto la normale profondità dell’immersione ricreativa.
Nome commerciale ufficiale azzorriano. Non confondere con imperador, Beryx decadactylus.
Specie ittica di profondità gestita con misure UE/Azzorre variabili. Si incontra di solito nella pesca o al mercato, non durante una nuotata turistica.
- Nome inglese: AlfonsinoNome scientifico: Beryx decadactylusRiferimento azzorriano: Imperador
Habitat: Pendii rocciosi profondi e montagne sottomarine, generalmente oltre la portata dell’immersione ricreativa.
Alfonsino e alfonsim-da-costa-larga compaiono anche in liste ufficiali/locali; in questa guida imperador lo distingue meglio da Beryx splendens.
Specie ittica di profondità regolamentata. Non pubblicare limiti di cattura fissi senza verificare le misure ufficiali vigenti.
- Nome inglese: Blackbelly rosefishNome scientifico: Helicolenus dactylopterusRiferimento azzorriano: Boca-negra
Habitat: Pendii profondi rocciosi e fangosi, spesso appoggiato vicino al fondo ben oltre la normale profondità dello snorkeling.
Vermelho è usato anche localmente, ma è meno specifico per la specie.
Specie ittica regolamentata. Come gli scorpeniformi affini, possiede spine taglienti e non va maneggiata.
- Nome inglese: Black scabbardfishNome scientifico: Aphanopus carboRiferimento azzorriano: Peixe-espada-preto
Habitat: Acque da mesopelagiche a batipelagiche accanto a ripidi pendii insulari, con movimenti verticali nella colonna d’acqua profonda.
Nome portoghese ufficiale consolidato; non confondere con peixe-espada-branco, Lepidopus caudatus.
Specie ittica di profondità, incontrata di norma nelle catture o al mercato più che nel turismo subacqueo. Consultare le indicazioni di pesca vigenti.
- Nome inglese: Silver scabbardfishNome scientifico: Lepidopus caudatusRiferimento azzorriano: Peixe-espada-branco
Habitat: Acque profonde bentopelagiche e pelagiche lungo i pendii insulari, di solito ben sotto la profondità dell’immersione ricreativa.
Talabarte è un nome azzorriano documentato; può essere più familiare nella pesca che ai visitatori.
Specie ittica di profondità. Vecchie guide locali citano cambiamenti nelle catture; non trasformarli in una tendenza attuale della popolazione priva di fonte.
- Nome inglese: Common moraNome scientifico: Mora moroRiferimento azzorriano: Melga
Habitat: Pendio insulare profondo vicino al fondo, di solito oltre la portata dell’immersione ricreativa.
Juliana compare per questa specie in alcuni materiali antichi, ma le liste ufficiali azzorriane associano più chiaramente juliana a Phycis blennoides.
Soprattutto una specie da pesca profonda o da guida scientifica. Non identificare il pesce al mercato usando solo l’ambiguo nome juliana.
- Nome inglese: Greater forkbeardNome scientifico: Phycis blennoidesRiferimento azzorriano: Juliana
Habitat: Pendio profondo fangoso e sabbioso, in genere a quote inferiori rispetto alla musdea costiera Phycis phycis.
Abrótea-do-alto è anche una forma ufficiale/locale e si confonde meno facilmente con Mora moro.
Specie della pesca profonda di fondo; verificare le norme vigenti e non presentarla come un normale incontro durante lo snorkeling.
- Nome inglese: ForkbeardNome scientifico: Phycis phycisRiferimento azzorriano: Abrótea
Habitat: Grotte e sporgenze rocciose dalle acque costiere al pendio insulare; perlopiù notturna e riparata durante il giorno.
Abrótea-da-costa è la forma ufficiale/locale più specifica, che la distingue dai parenti di acque più profonde.
Specie ittica; osservare gli esemplari al riparo senza disturbarli con le torce e verificare le norme vigenti prima della cattura.
- Nome inglese: European congerNome scientifico: Conger congerRiferimento azzorriano: Congro
Habitat: Fessure rocciose, grotte e fondi misti dalla costa al pendio insulare; i grandi adulti tendono a usare acque più profonde.
Safio è anch’esso consolidato nelle liste ufficiali azzorriane.
Non alimentarlo mai con le mani né infilare la mano nel suo rifugio; un grosso grongo può infliggere un morso grave. È anche una specie ittica regolamentata.
- Nome inglese: Atlantic wreckfishNome scientifico: Polyprion americanusRiferimento azzorriano: Cherne
Habitat: Pendii rocciosi profondi, strutture simili a relitti e montagne sottomarine; i giovani possono associarsi a oggetti galleggianti vicino alla superficie.
Cherne-americano è la forma portoghese ufficiale più esplicita.
Il Portale della biodiversità delle Azzorre indica Dati insufficienti nel livello di conservazione 2022. Specie longeva di profondità e d’interesse ittico; evitare affermazioni non sostenute sulle tendenze locali.
- Nome inglese: OilfishNome scientifico: Ruvettus pretiosusRiferimento azzorriano: Peixe-chocolate
Habitat: Acque pelagiche profonde e dei pendii insulari, associate agli habitat d’altura attorno a isole e montagne sottomarine.
Escolar e chocolate sono anche nomi commerciali portoghesi accettati nella banca dati dell’UE.
Avvertenza alimentare: il diritto UE richiede che i Gempylidae, compresa questa specie, riportino informazioni su preparazione/cottura e un avviso sulle sostanze con effetti gastrointestinali avversi.
Fonti e informazioni originali
- Visit Azores – cronologia ufficiale “Feel Alive” (PDF)
- Portale regionale del turismo delle Azzorre – storia ed economia di Pico
- Instituto Açoriano de Cultura – insediamento storico di Pico
- Università delle Azzorre – tettonica e moto relativo delle placche (PDF)
- Communications Earth & Environment – nuova analisi geodetica della tripla giunzione delle Azzorre
- Smithsonian Global Volcanism Program – Pico
- Smithsonian Global Volcanism Program – Faial
- Smithsonian Global Volcanism Program – São Jorge
- UNESCO – Paesaggio della cultura vinicola dell’isola di Pico
- Parlamento portoghese – Costituzione e autonomia delle regioni insulari
- Governo delle Azzorre – date delle prime istituzioni regionali nel 1976
- PNAS/PMC – studio sulla possibile presenza umana nell’Alto Medioevo
- PNAS – replica scientifica sulle prove di presenza pre-portoghese
- Journal of Evolutionary Biology – DNA mitocondriale del topo domestico
- Azores Geopark – storia e tradizione di Atlantide
- Visit Azores – clima e condizioni meteorologiche
Fonti e approfondimenti
- Smithsonian Global Volcanism Program — Pico
- Smithsonian Global Volcanism Program — Faial
- Smithsonian Global Volcanism Program — São Jorge
- Azores Geopark — Pico historic eruptions
- JGR Solid Earth — Azores Triple Junction GPS study
- UNESCO — Pico Island Vineyard Culture
- PNAS — evidence concerning early human settlement
